mercoledì 5 giugno 2019

AROUND THE STAGE: AT THE MATINEE - NYHC e CBGB nel nuovo documentario di Giangiacomo De Stefano

E' necessaria una premessa: mai dedica mi fu più gradita quale quella di una cara amica social, che, in occasione di una challenge musicale, mi invitò a partecipare chiamandomi "la ragazza del CBGB's", rifacendosi, evidentemente, alla mia passione/ossessione per il tempio newyorchese della "blank generation", il luogo di massima celebrazione ed espressione della scena punk.
Il CBGB's è chiuso ormai da anni: attualmente i locali - sulla Bowery -ospitano il brand store dello stilista americano John Varvatos.
Non posso dunque non annunciare, all'interno della neonata rubrica AROUND THE STAGE, l'anteprima mondiale al BiograFilm Festival - Cineteca di Bologna, Sala Europa, 15 giugno, ore 22.00 - di un nuovo documentario dedicato al CBGB: AT THE MATINEE di Giangiacomo De Stefano. 
Prodotto da La Sarraz Pictures, il film è dedicato ai gruppi della scena del (New York) Hardcore e in particolare ai "Sunday Hardcore Matinèe" i concerti organizzati, nel decennio 80'/'90', all'interno dello storico locale nelle ore pomeridiane.



Io e De Stefano ne abbiamo parlato...





Blogger: Di cosa ti occupi…

DS: "Sono produttore e in alcuni casi regista presso Sonne Film, la mia casa di produzione."  

Blogger: Mi fai un breve riassunto di quello che hai prodotto e/o diretto in questi anni? 

DS: "Beh la lista è molto lunga. Al centro del mio lavoro c’è sicuramente il mondo del documentario che da sempre mi interessa e che molto spesso è non solo il mio lavoro, ma una vera e propria ossessione. In questi anni ho collaborato e lavorato con realtà come la Rai nelle sue molteplici forme (Rai Cinema, Rai3, La storia siamo noi, DOC3, Geo), e poi Sky arte, La effe-Feltrinelli, Classica e tante altre realtà televisive e produttive nazionali e anche internazionali."




Blogger: Mi sembra di capire che il mondo della musica è al centro dei tuoi progetti, vero?

DS: "Si, assolutamente. Realizzare serie e documentari mi permette di coniugare interessi come appunto la musica, ma anche la storia e la politica. Poi in generale mi interesso di progetti che siano prima di tutto universali. Non mi attirano le storie parziali e che interessano poca gente. Quello che cerco è qualcosa che possa essere guardato da un pubblico più ampio possibile."

Blogger: So che hai anche suonato in passato. Che mi dici a proposito?

DS: "Per prima cosa voglio puntualizzare che mai mi sono sentito un musicista e che il mio coinvolgimento nella musica, iniziato quando avevo 13/14 anni nella seconda metà degli anni 80’, non è stato solo quello di suonare in gruppi musicali hardcore punk, ma organizzare concerti (anche piccolissimi), redigere fanzine, fare grafica di dischi, collaborare alla loro uscita e tutta una serie di attività che hanno a che fare con il DIY nel suo senso più sincero e lasciami dire, oltranzista. Ancora oggi suono, anche se è una attività marginale e, come dico da un pò, a tempo determinatissimo."


Blogger: a questo punto, la tua playlist assoluta, i tuoi dischi preferiti...

DS: "Tra i tantissimi, direi, a costo di essere scontato, “Rock for light”, “Reign in blood” e “Age of quarrel”."

Blogger: Il tuo ultimo film tratta la storia di un club importante come il CBGB?

DS: "
Il documentario verrà presentato in anteprima presso il Biografilm. Racconta ciò che rese grande il CBGB negli anni 80’. Molti ricordano il club per Blondie e Ramones, ma spesso si scorda che ciò che tenne in piedi quel club furono i Matinee hardcore."


Blogger: Perché un film sugli HC matinée?
DS: "Quando ero un ragazzino vidi su di una rivista Metal la foto e la recensione di uno di questi concerti diurni. I ragazzi dal mio punto di vista erano fighi e come tanti, dopo che Gorilla Biscuits e Youth of Today vennero in Europa nel 1989, venni toccato da quella musica e da quel modo di essere."


Blogger: Parli dell’hardcore di New York?

DS: "Si esattamente. Nella seconda metà degli anni 80’, in Italia l’hardcore di New York era sulla bocca di tutti, ma era solo una proiezione che veniva dall’ascolto dei gruppi più noti come Cro-Mags e Agnostic Front e poi dagli Anthrax che indossavano magliette di gruppi hardcore, così come molte band thrash Metal..."


"...Fatta eccezione però per i Cro-Mags, che fecero solo qualche data in Germania e in Inghilterra, nessun gruppo hardcore newyorkese arrivò dalle nostre parti. Quando Youth of Today e Gorilla Biscuits vennero a suonare tutto cambiò. New York e l’hardcore, compreso lo straight edge, influenzarono la scena europea."





Blogger: Chi è il protagonista del documentario?





DS: "Walter Schreifels, chitarrista e compositore dei Gorilla Biscuits, nonché cantante dei Quicksand e poi membro di Project X, Warzone e Youth of Today. "



Blogger: Per quale pubblico è pensato il film e dove lo vedremo? 

DS: "Per un pubblico ampio, interessato non solo alla musica: attraverso At the Matinée si può comprendere meglio come è cambiata New York negli ultimi decenni.
Lo si vedrà in anteprima al Biografilm il 15 giugno, poi saremo nelle sale delle principali città italiane e successivamente lo si potrà vedere su Sky Arte. Sull’estero stiamo ancora lavorando. Non mancano le proposte e nonostante sia un film pensato principalmente per il pubblico statunitense, dobbiamo capire ancora alcune cose per ciò che concerne la distribuzione."




Blogger: Manca il CBGB?

DS: "Io ci sono stato nel 93 e fu una delusione. Era un posto piccolo e ci suonavano gruppi davvero poco interessanti. Il CBGB è ricordato come il più importante club rock al mondo. I matinee e il loro essere così selvaggi contribuirono a creare questo mito. Fu però un periodo breve. Le cose belle e interessanti durano poco. "

Blogger: Progetti futuri?

DS: "Insieme a due registe sto producendo un documentario sulla storia della discoteca in Italia."

On Air: Rock for Light - Bad Brains https://youtu.be/w1xxvivISPk
Blank Generation - Richard Hell & The Voidoids https://youtu.be/-HMXuL0SShA

venerdì 31 maggio 2019

AROUND THE STAGE: GIORDANO SANGIORGI patron di MEI (Meeting delle Etichette Indipendenti)

Con l'intervista a Giordano Sangiorgi prende il via una nuova rubrica del mio Blog: AROUND THE STAGE; 
uno spazio dedicato a quelle figure che sostengono, raccontano e organizzano le attività culturali e di spettacolo; a quelli che gravitano attorno ai "palchi", quelli che ne narrano i contenuti, i protagonisti e le storie, attraverso la carta stampata, la pellicola, le immagini.

Giordano Sangiorgi è un "militante" dello spettacolo, è un fervido sostenitore e organizzatore di attività culturali.
Giordano Sangiorgi - presidente di AUDIOCOOP (associazione che si rivolge alla scena discografica e audiovisiva italiana indipendente - editori, produttori, artisti e videomaker) - è il patron e deus ex machina del MEI (Meeting delle Etichette Indipendenti), la più importante kermesse della scena Indie, che quest'anno, nella storica location faentina, giunge alla sua 25esima edizione.

Io e Giordano abbiamo fatto due chiacchiere...


BANDA BASSOTTI
Blogger: Quando hai iniziato a fare della tua passione per la musica un lavoro? ricordo un concerto della Banda Bassotti da te organizzato nei primi anni 90’…cosa lo ha preceduto e cosa ha fatto seguito?

GS: "Brava: quella è stata proprio una delle molle, con loro siamo ancora amici ed e’ stato il successo di questi concerti insieme al boom di Faenza Rock a portarmi a ideare il Meeting delle Etichette Indipendenti, partito per le prime due edizioni con il nome Festival delle Autoproduzioni, con ospiti come i Bluvertigo, per citarne uno."




Blogger: Come nasce il MEI e come è cambiato negli anni…

GS: "Il MEI nasce dalla felice intuizione di creare, a meta’ degli Anni Novanta, un appuntamento annuale nazionale per tutti i nuovi produttori indipendenti, con al seguito gli artisti e i promoter nonché tutta la filiera creativa e artistica, dando così un "megafono" culturale a una produzione vasta che si stava sviluppando in tutta la provincia italiana e che rischiava di restare senza un punto di riferimento comune, come si proponeva di fare il MEI, di passare sotto silenzio. Nell’era pre-internet scoprimmo, così, che c’era una gran voglia di incontrarsi, almeno una volta l’anno, e fu subito boom con migliaia e migliaia di presenze, con il picco vero e proprio nel 2005, con 500 stand e 30 mila presenze. In 25 anni la percentuale di musica indipendente in Italia sul mercato e’ passata così dal 3 al 37%: avevamo ragione quando abbiamo scommesso in queste nuove produzioni, in un’epoca in cui la discografia e la musica ufficiale, ritenevano gli indipendenti musica di serie B, sbagliando clamorosamente. Poi l’altra felice intuizione fu quella di farne un grande "calderone creativo", in una sorta di "anarchia organizzata" in cui avveniva tutto contemporaneamente, e tutti potevano essere, allo stesso tempo, protagonisti e spettatori. Un modello mai visto prima in Italia (nello stesso momento stand operativi, piu’ palchi live, convegni, presentazioni, interviste e tanto altro), poi clonatissimo, naturalmente. Oggi la stessa formula rinnovata verte soprattutto sul circuito dei festival e contest per emergenti, che si ritrovano al MEI 25 anni dopo per lo stesso motivo". 


GHALI
Blogger: Realtà che sono emerse da quella esperienza?

GS: "Tantissime. Elencarle tutte e’ praticamente impossibile, ma faccio due esempi uno degli esordi e uno di oggi per capire quanto il MEI sia la piattaforma di scouting più importante, da sempre a favore della nuova musica italiana indipendente ed emergente.
Nelle prime edizioni premiammo con il primo premio MEI gli sconosciutissimi Baustelle con il loro primo lavoro, centrando in pieno il futuro di questa band, allora agli esordi, mentre solo tre anni fa abbiamo premiato per l’Hip Hop uno sconosciutissimo Ghali, che muoveva i primi passi, ma gia’ con al seguito un bello stuolo di teen fan underground. In mezzo abbiamo centrato tantissimi premiati, uno su tutti Ermal Meta, che premiammo gia, comprendendone le doti, 12 anni fa, con la sua prima band"
.

BAUSTELLE
Blogger: Si può ancora parlare di scena musicale indipendente oggi, nell’epoca della rete (internet)?
GS: "Si ancora di piu’. Il concetto di “indipendente” per noi e’ un concetto di tipo produttivo: cioè una piccola impresa indipendente, senza contatti con le major, che auto-producono un progetto musicale in cui credono, rischiando in proprio. Direi che oggi viviamo del tutto nella scena indipendente che, all’interno del mercato globale, sta diventando oramai la vera e propria produzione nazionale." 


Blogger: Quali sono le realtà indipendenti a te più vicine?
GS: "Quelle curiose e che lavorano per innovare, non legate a schemi e luoghi comuni ma aperte al crossover musicale, culturale e progettuale."
FAENZA/MEI
Blogger: Prossime iniziative MEI…
GS: "Festeggiare le 25 edizioni in modo degno e sobrio dal 4 al 6 ottobre a Faenza. Una tappa importante di cui si e' accorta anche la Rai che ci ha dato ampio spazio quest’anno, sia in tv che in radio. Ma diamo appuntamento prima a tutti il 21, 22 e 23 giugno, alla Festa della Musica dei Giovani a Matera, nella Capitale Europea della Cultura. Da non perdere."



Blogger: Il diritto d’autore oggi: quanto hanno inciso e come ancora incideranno le ultime riforme legislative?

GS: "Moltissimo, oggi con la scomparsa del mercato discografico con il supporto fisico, sono i veri player del mercato con il piu’ alto fatturato. Al centro vi dovranno sempre essere gli interessi delle nuove generazioni di artisti perche’ sono quelli che possono rigenerare il settore: quindi diritti d’autore e diritti su quanto creato che arrivino fino all’ultimo euro anche all’ultimo artista emergente al suo primo live, per dire: se al centro non mettiamo loro, ma al contrario solo i big del settore, e lasciamo in mano la distribuzione digitale ai monopolisti mondiali, che, 
pochissimi pagano la filiera creativa musicale, si rischia di inaridire la pianta virtuosa della creatività"

Blogger: Negli ultimi anni ti sei avvicinato al liscio. Per quale motivo, cosa c’è di interessante?
GS: "Il Liscio e’ una grande musica popolare che merita una rivalutazione, come e’ accaduto per tanti altri balli popolari nel mondo. Meriterebbe anzi di diventare patrimonio dell’Unesco. Purtroppo negli ultimi 20 anni ha avuto uno stop totale, esclusi rarissimi casi, nell’ambito dell’innovazione creativa, appiattendosi su modelli di canzone italiana vintage e di balli internazionali, praticamente votandosi al suicidio. Con alcuni amici e grazie all’interesse della Regione Emilia-Romagna abbiamo ideato la Notte del Liscio, il numero zero l’ho realizzato a Gatteo nel 2015, che ha rilanciato alla grande il settore e fatto tornare un grande interesse da parte dei giovani. Il 15 giugno a Gatteo faremo una grande serata con Moreno Il Biondo e il Grande Evento e gli Extraliscio, mixandolo con tanti ospiti come il rapper Mondo Marcio, per dire."

FREAK ANTONI



Blogger: Hai promosso il premio Freak Antoni…un ricordo di Freak?






SKIANTOS
GS: "Dico una cosa sola: ha partecipato a tutte le edizioni del MEI, in tutti i ruoli. Con la festa dei 30 anni degli Skiantos, come cantante, come presentatore, come scrittore, come arbitro di calcetto e così via. Un amico gentilissimo, con una famiglia gentilissima di San Giovanni in Persiceto, che ho avuto l’onore di incontrare tantissime volte a Bologna, potendo ascoltare prima le sue perle musicali, come la bellissima canzone realizzata per il Festival di Sanremo, che purtroppo alla fine non fu accettata, ma che avrebbe ampiamente meritato. Un artista geniale, che meriterebbe uno speciale in prima serata sul Tg 3 ogni anno, come altri artisti musicali geniali, purtroppo troppo spesso troppo poco citati."

ON AIR: 
Banda Bassotti - Luna Rossa https://youtu.be/WAxQFOVq7lQ
Skiantos - Kinotto https://youtu.be/DQde-VM1re8








lunedì 13 maggio 2019

HANGING AROUND: THE NEW NEW YORK di MARCO VACCHI alla MAG di Ravenna

La personale di Marco Vacchi "The new New York" - organizzata dalla curatrice Alice Lonardi alla Magazzeno Art Gallery, nel distretto portuale di Ravenna - restituisce, mediante un percorso significativo ed emozionante, gli esiti del progetto triennale del fotografo ravennate intitolato "New York from the yellow cab", volto a catturare e restituire, mediante immagini in bianco e nero, l'espressione e lo stile della città più viva e "veloce", capace di contenere e mostrare tutte le sue diverse identità, in costante e mutevole gentrificazione. 
Marco Vacchi vive a New York: il suo studio si trova a Midtown - Manhattan; scatta più che altro portrait ed headshot, attori e attrici e i protagonisti della moda.




Lo contatto all'indomani della mia visita alla mostra...e, così, mi racconta il percorso espositivo.






M.V.: "Il progetto è nato a scopo di esercizio fotografico, volevo riuscire ad avere soggetti a fuoco anche se il taxi era in movimento, quindi provando vari setting della camera...all'inizio prendevo il taxi per andare al lavoro presto la mattina, quindi da bravo italiano, solitamente in ritardo...

...avendo sempre la camera con me, inizio proprio così, per voglia di approfondire la tecnica!
Poi mi ritrovai a un certo punto con tantissime fotografie fatte dal taxi, cominciai a fare selezione e mi accorsi che poteva essere interessante farne un progetto, l'uso della cornice del finestrino del cab, era come un vecchia pellicola, quindi si trattava di girare per la città, in cerca di attimi che avessero una narrativa da raccontare, ed essere pronti a catturare l'essenza del momento!
Da allora son passati ora 4 anni, l'anno scorso ho pubblicato la prima edizione del libro, solamente 200 copie, tutto il profit è andato a ASPCA!...


...In occasione della mia prima personale in Italia, ho appena stampato la seconda edizione, con più fotografie, con l'aiuto della curatrice della mostra, Alice Lonardi, che ha inserito una bellissima introduzione, e fantastici poems di letteratura americana, da Thomas J. Elliot a Walt Whitman...


Sul suo percorso professionale, aggiunge "...prima di trasferirmi negli States viaggiavo parecchio, sono stato diverse volte in south east Asia, in Brasile e un po’ in tutta Europa; ogni volta che tornavo la mia step mother mi faceva complimenti per le belle foto, al punto che al ritorno da un viaggio mi spinse a provare a diventare un fotografo!
Una volta arrivato a New York, con l'intento di approfondire fotografia e cinema, ebbi l'enorme fortuna di incontrare due grandissimi della fotografia di moda, una sera in pizzeria, Alan Gelati e Michele Civelli!
Iniziai a fare l'assistente fotografo, Gelati era in città solo per un weekend, uno shooting per Marie Claire, con Irina Shayk, assistevo questi due maestri con luci e props!...


...Civelli è stata la persona che mi ha insegnato tutto quello che so su fotografia, l'ho assistito per anni, grazie a lui ho avuto l'immenso piacere di conoscere e lavorare per Gianluca Fellini, un grandissimo amico... ho assistito tanti nomi della moda, l'ultimo con cui ho lavorato, una persona fantastica, Alexi Lubomirski, il fotografo del royal wedding e tantissime altre celebrity!
Una persona eccezionale come pochi si incontrano, nonché, un grandissimo maestro di composizione fotografica!"


La personale di Marco Vacchi sarà visitabile fino al 5 giugno.

Imperdibile...


Magazzeno Art Gallery, Ravenna, Via Magazzini Posteriori n.37 



On air: NY State of Mind-NAS https://youtu.be/hI8A14Qcv68

mercoledì 27 febbraio 2019

On the Dancefloor - LABEL: IRMA Records - intervista al founder Massimo Benini










Esordisce oggi, nella rubrica "On The DanceFloor" e con IRMA Records, il nuovo spazio dedicato alle etichette discografiche, indiscusse influencer del "clubbing" e di tutti quei settori in cui la musica entra in connessione con la creatività - cinema, arte, moda -. 

Storica label bolognese, la IRMA Records nasce alla fine degli anni '80, in coincidenza con la prima scena House italiana, genere che ne caratterizza infatti le iniziali produzioni (Mozart & Master Freez, Don Carlos, Double Dee con Found Love).


L'etichetta inserisce poi nel proprio catalogo produzioni Acid Jazz, Drum and Bass, Nu Jazz, Trip Hop; pubblica gli album di Sarah Jane Morris, Bossa Nostra, Ohm Guru, Gazzara, il primo singolo dell'hip-hopper Frankie Hi-nrg mc, Fight Da Faida, e, con la sotto-etichetta Mandibola Records, gli album dei Colle Der Fomento; a metà degli anni '90 produce i Montefiori Cocktail.


Ci racconta gli esordi della label, la sua ascesa, il respiro internazionale delle sue produzioni e collaborazioni, Massimo Benini, co-fondatore dell'etichetta insieme a Umbi Damiani.

Blogger: Il nome che tu e Umbi avete dato all'etichetta è legato ad un anedotto un po' particolare, giusto?

M. B.: "Si certo, la nostra prima sede era uno scantinato nel centro di Bologna, per accedere si dovevano scendere 11 gradini, un giorno d'estate lasciammo la porta di ingresso aperta e scese un anziano signore che con aria curiosa ci chiese "ma voi non sapete cosa c'era qua?", alla nostra risposta negativa ci racconto' che quello scantinato ampio come un grande salone, altro non era che "l'atelier" di uno dei bordelli piu' famosi della citta', la cui tenutrice si chiamava IRMA di nome e MANDIBOLA di cognome; e fu cosi' che, insieme al mio partner Umbi, decidemmo seduta stante di chiamare la nostra neonata etichetta IRMA, mentre invece MANDIBOLA fu il nome che scegliemmo per la nostra etichetta di hip hop."

Blogger: IRMA Records è nata nel 1988 in tempi in cui la produzione discografica, anche quella "clubbing", era legata al vinile. Quanto è cambiato il lavoro per l'etichetta nel continuo rinnovamento di supporti per ascoltare la musica?


M.B.: "E' cambiato radicalmente, oggi il mercato dei supporti fisici si e' contratto parecchio, anche se negli utlimi due anni il Vinile e' ritornato alla ribalta, nonostante i volumi siano ancora molto bassi, essendo un supporto prevalentemente dedicato ai collezionisti e agli addetti ai lavori. Oggi la diffusione della musica e' liquida, e il mercato per la maggior parte e' diventato digitale, streaming soprattutto, ma anche download."

Blogger: Sei ancora legato alla dimensione del vinile o ti sei adattato alla dimensione "liquida" della musica ?


M.B.: "Per noi la vecchia passione per il Vinile, con il quale tutto e' cominciato, e' dura a morire…diciamo che ci siamo dovuti adattare giocoforza al digitale, non avevamo scelta, ma confesso che ogni volta che ristampiamo una delle nostre storiche produzioni degli anni 90, in Doppio Vinile maggiorato, con le copertine a due ante tipo libro, e le tirature limitate…ecco ti confesso che anche solo a toccarlo…ci ritorna una certa emozione degli inizi…" 



Blogger: Quali sono stati i primi dischi Irma che hanno avuto successo ?

M.B.: "Beh eravamo giovani e alla fine degli anni 80 non potevamo che cominciare con la "dance", gia' dal nostro primo mix "First Job" di Kekkotronics (Francesco Montefiori) e LTJ (Luca Trevisi) si sentiva la passione che mettevamo in quello che facevamo, quel singolo fini' in una storica compilation di una etichetta inglese che si intitolava "ITALIA" con la copertina bianca rossa e verde, che ebbe un grande successo in Inghilterra, e quello fu l'inizio della dance italiana che via via cominciava a spopolare nel mondo, ricordo che noi per sintetizzare il nostro stile, prendemmo il giudizio che un famoso giornalista musicale inglese scrisse sulla nostra etichetta "IRMA : True Disco Groove in Italian House Style", ci piacque talmente tanto che ne facemmo il nostro slogan, poi arrivarono Moz-Art, Don Carlos, LTJ, Be Noir, tutti successi internazionali, fino ad arrivare all'apice nell'Ottobre del 1990 quando il nostro "FOUND LOVE" di un duo di dj che si facevano chiamare DOUBLE DEE, uscito in USA su etichetta Epic (quella di Micheal Jackson per intenderci…), raggiunse il PRIMO posto nella Hot Dance Chart di Billboard, seconda produzione italiana a farlo dopo i reggiani Black Box"

Blogger: Siete stati i primi ad aprire le porte, in Italia, all'Acid Jazz, alla lounge e all'hip-hop...


M.B: "Si e' vero, cominciavamo a sentirci troppo vecchi per continuare con la dance e abbiamo esplorato nuove tendenze, siamo stati spesso a Londra, dove per 9 anni abbiamo anche avuto un ufficio (mentre quello di New York resto' aperto per ben 13 anni…) e da li' abbiamo preso la contaminazione che poi ci ha portato sulla strada dell'acid jazz 


e sono arrivati i primi CD dei Jestofunk, dei Bossa Nostra, di Ohm Guru e cosi' via…





...mentre sulla Cocktail/Lounge direi che siamo stati i primi a credere a questo genere, i Montefiori Cocktails (i due gemelli Montefiori) realizzarono un primo disco che a noi piacque a tal punto da organizzare un tour di oltre un mese negli Stati Uniti, dove il duo forlivese si esibi' nei locali bar/ristoranti/club che sempre in America si trovano agli ultimi piani dei grattacieli piu' importanti, l'iniziativa fu un successo e da li' trasferimmo il genere anche in Europa, nei paesi dell'Est e in Giappone."

Blogger: E' cambiato il modo di scegliere gli artisti da portare alla Irma? 


M.B.: "Beh certo, e' cambiato il mercato e quindi sono cambiate anche le prerogative con cui si decide di puntare si di un genere piuttosto che su di un altro, oppure su di un Artista o su un Gruppo, ma con un mercato cosi' frazionato e cosi' povero e' sempre piu' difficile provare a dare spazio ai giovani che cercano di emergere ."


Blogger:  In quale paese straniero avete maggior seguito? (so di reparti riservati alla Irma in negozi di Chicago, Los Angeles, New York, dove peraltro avevate anche una sede, giusto?).

M.B.: "Mah oggi con il mercato digitale diventa piu' semplice individuare da dove ci seguono maggiormente, il nostro mercato di riferimento restano sempre gli USA, poi l'Inghilterra e poi il Giappone, forse anche perche' in questi 3 Paesi Irma ha avuto una presenza fisica con i tre uffici di New York, di Londra e di Tokyo, l' Italia e l'Europa arrivano dopo purtroppo."
10 Corso Como - New York

Blogger: Tra le vostre tante collaborazioni spiccano quella con Corso Como 10 - che recentemente ha aperto i battenti anche a NY - e per la colonna sonora di "Sex and the city" della HBO... 

M.B: "Si la nostra collaborazione con Corso Como risale oramai a piu' di un decennio e ben 7 doppi CD distribuiti in tutto il mondo, ed ora presenti anche nel loro nuovo negozio di Manhattan al Pier 17 del South Street Seaport, in una delle zone piu' raffinate e di tendenza della citta'…"


Blogger: Quali sono i dischi che ti porresti sulla classica isola deserta? 
M.B.: "Mah…dopo quasi 40 anni vissuti nella musica…forse preferirei cominciare ad ascoltare solo il rumore della natura…magari intercalato dai nostri Jestofunk, Double Dee, Montefiori Cocktail, Kaleidoscopio…" 





Blogger: A quali dischi Irma sei più affezionato?

M.B.: "Di sicuro ai primi, Luca Trevisi e Kekkotronics, Cesare Cera e Be Noir, Moz-art, Double Dee, Blade e Farias, e i Kaleidoscopio coi quali ho praticamente passato due anni interi in giro per il mondo."


Blogger: ...consigli ad un giovane musicista/artista per "fare carriera" ?

M.B.: "Oggi e' tutto cambiato, e' tutto si e' terribilmente complicato, certo che per provarci occorre partire dal talento senza il quale tutto diventa inutile, ad un giovane suggerirei di avere pazienza, di non avere fretta, di non accettare mai di dare denari per fantomatici investimenti su se stesso fatti da loschi personaggi che si muovono al di fuori della realta', consiglierei di circondarsi di persone serie e professionali che conoscono il mercato musicale di oggi, lasciando perdere chi promette e disegna grandi chances e innumerevoli possibilita' di un rapido successo che ahime' non esiste "




Blogger: Contrariamente ad anni fa ora ci sono anche problematiche legate ai diritti d'autore più complesse, giusto ?

M.B.: "Da un lato sono aumentate le difficolta' di raccolta perche' sono cambiati radicalmente le fonti da cui i diritti musicali provengono, per fare un esempio solo il mondo digitale ha numerosissime diverse tipologie che necessitano di un alto livello di tecnicismi per poterli individuare, raccogliere e poi ripartire analiticamente. Dall'altro lato questo rappresenta pero' una grande e illimitata opportunita' di allargare i confini entro i quali la musica puo' essere usufruita, e quindi un potenziale enorme per quanto riguarda la raccolta dei diritti musicali. Il vero problema oggi e' che i giganti del web (Google per YT, Facebook e Instagram, Etc…) non pagano a sufficienza il diritto d'autore su cio' che utilizzano e che e' stato creato da altri ma che fa guadagnare solo loro, da questi utilizzi noi raccogliamo solamente le briciole lasciando a queste multinazionali (le cosi' dette OTT) i fatturati miliardari e di conseguenza gli enormi guadagni. Questa e' la grande sfida del futuro, fino a che non si sara' superato questo "value gap" gli spazi di crescita della musica soprattutto indipendente e dei nuovi Artisti saranno sempre molto limitati e poco remunerativi."


On air: Can We Live /Jestofunk https://youtu.be/tc_oiChfogc
Keep Yourself Together/Gazzara https://youtu.be/XWMT-D582K4
Found Love / Double Dee https://youtu.be/SYmxDtGXCqY

mercoledì 30 gennaio 2019

ICONICI SCATTI: SCENA DELLO SPOGLIARELLO DI SOFIA LOREN - IERI, OGGI, DOMANI (VITTORIO DE SICA ) - ROMA, 1963

L'iconico scatto di oggi è una foto di scena.
Il set è quello di "Ieri, oggi, domani", film diretto nel 1963 da Vittorio De Sica, vincitore, nel 1965, del Premio Oscar al miglior film straniero.
Lo scatto ritrae una bellissima Sofia Loren, che, nei panni di Mara, si esibisce, sulle note di "Abat- jour" - il successo di Henry Wright - nella scena ormai cult dello spogliarello, sotto gli occhi di un "ululante" Marcello Mastroianni (l'affezionato frequentatore bolognese Augusto, il quale "subisce" gli effetti del fioretto di Mara, volto a confermare la vocazione del giovane seminarista Umberto, nipote e ospite della anziana dirimpettaia - Tina Pica-, invaghitosi della sua bellezza).







"Ieri, oggi, domani" è suddiviso in tre episodi, ciascuno intitolato con il nome della protagonista: Adelina, sigaraia napoletana; Anna, ricca milanese vestita in Dior; Mara, donna dal cuore d'oro e di sfrontata nonché "utile" bellezza. 




Rispettivamente ambientati a Napoli, a Milano e a Roma, gli episodi sono tutti interpretati dalla coppia Sofia Loren - Marcello Mastroianni. 
De Sica dirige sui soggetti di Eduardo De Filippo, Alberto Moravia e Cesare Zavattini (autore di "Mara").

L'iconico scatto di oggi fa parte della retrospettiva "Ritratto di Marcello Mastroianni", ospitata fino al prossimo 17 febbraio al Museo dell'Ara Pacis di Roma.
La mostra - da me visitata lo scorso sabato, in una soleggiata e sempre bellissima "città eterna" -  ripercorre i 40 anni della carriera di uno dei più grandi attori italiani, celebrandone, attraverso le fotografie di scena e i frame dei suoi film più significativi, la poliedricità, l'irresistibile fascino e la naturale eleganza: in un percorso emozionale ed estetico che appaga e coinvolge.

Altri personali scatti dell'esposizione:

La Decima Vittima - Elio Petri








On air: Abat-jour, Henry Wright https://youtu.be/X5G75753oEo